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icaro URI

Mani sporche

e dolci e profumate

di frittelle per bambini.

Zuccherini bianchi nevicano giù a rendere un po’ più candido

questo piccolo assurdo inutile angolo di mondo.

Il parquet semidistrutto cigola ad ogni passo,

il vento s’infila nelle fessure ed entra gelido

* *** ** **** ** *** *** * **** * ** * ****** *** *** ******

******a cristallizzare*** ** * *** ** * ****** *** **** **

*** *** *** *** *** ***** i resti di una cena******* *** * *** ***** ****

* ***naufragata** * ** * *** **** *** *** ***in qualche dove * **** *** **

 

In quale mondo esi(s)ti?

Quali coperte invernali

ti riposano addosso con indifferenza?

 

Da due cose non si è immuni, da due cose soltanto.

L’indifferenza delle persone, che guardano e passano

L’in-differenza delle persone, tutte uguali:

 

Ne morirò?

Ne morirò…

Così: e.s.a.t.t.a.m.e.n.t.e.

 

 …gli uomini non piangono per salvare l’orgoglio,

 

 

Dove sei tu? Sei di questo mondo?

Sotto quale cielo

 prossimo all’inverno e gonfio di nuvole

ti porti in giro?

 

 

 

le donne non piangono per salvare il mascara…

 

 

Te ne sei andato proprio come chi se ne va.

 

Ali tatuate ai polsi

che non ti sono state sufficienti per volare…

…come avrei potuto esserlo io?

 

 

 

Alice solleva la maschera

(ch)e finalmente sollevata

sghignazza

 

con una piroetta                      / ed /                           un inchino

                                     - da brava ballerina -

               si gira                       /e /                                 se___

                                                                                               │___ ne_____

                                                                                             ------> va.
| Mostra / nascondi commenti | 28 Novembre 2007 - 21.45

notturno URI

Forse perché io penso troppo o sogno troppo e non distinguo la realtà dal sogno.


La presenza di un’altra persona
distrae i miei pensieri
perché sogno la sua presenza
con una speciale distrazione che…


E tu piccolo essere fatto di sogno, dolce e sottile e immemore e muto
tu non esisti
e mi addolori.
Questo giorno agonizza, esattamente come tutti, da bravo giorno qualunque e la notte puntuale proietterà sulle lenzuola leggeri fasci di luce attraverso le fessure delle serrande, gli spiragli delle tende inconsistenti e bianche, i forellini lattiginosi delle zanzariere estive.


…perché sogno la sua presenza
con una speciale distrazione che
tutta la mia attenzione analitica non riesce a definire.

Mio padre mi portava a letto latte e cacao e mi diceva “Sogna d’essere una principessa con un cavallo bianco s’un prato verde”.
Condannata anche nei sogni alla solitudine che già di giorno aveva fatto male? Condannata ad un prato singolo, ad una piazza sola, senza spazio residuale per persona alcuna oltre me. E mi fecero piccola perché continuassi a star in luoghi stretti comodamente, in spazi angusti interdetti ad altri e m’abituassi esclusivamente alla sostanza di me stessa.


Qualcosa dentro di me
chiede eternamente pietà
e piange.
Un dio è morto senza più gli altari del proprio culto.

Come quando la comparsa livida dei barbari albeggiò alle frontiere e la vita chiese all’Impero un rendiconto della passata allegria.

| Mostra / nascondi commenti | 23 Giugno 2007 - 20.45
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Robertina scrivi ancora...
commento di bet del 16/11/2007 alle 15.31

Canto Funebre URI

C’è chi da secoli si è espresso molto meglio di me sull’argomento ed ha saputo trovare le parole giuste, ammesso che ve ne siano.


Piangete, Grazie e Amorini
E quanto c’è di gentile in terra
[…]
Che tu sia maledetto, buio velenoso
che tutto divori:
per colpa tua ora gli occhi della mia fanciulla
s’arrossano
un po’ gonfi piangendo.

[Catullo, I canti, III]


Non ricopra le tenere ossa una dura zolla,
e tu, terra, non essere pesante per lei:
non lo fu lei per te.

[Marziale, Epigrammi, Libro V, 34]


Sirene, venite, accompagnate il mio lamento,
[…]
fate eco al mio grido, date lacrime al mio pianto,
al dolore unite il dolore, il canto al mio canto.

[Euripide, Elena vv 169-175]





Il tuo lettino inutile dall’angolo mi guarda
perplesso, àtono.
Il campanello è muto.
Come puoi? Come puoi morire freddo e rigido
in una giornata di primavera?
Morire di fame in pasticceria.
Resta la speranza d’averti fatto sentire amato,
piccolo mio, finché ho potuto.


| Mostra / nascondi commenti | 20 Aprile 2007 - 21.55
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Mi scuso in anticipo x le traduzioni delle citazioni...erano a memoria...
commento di robertina del 20/04/2007 alle 21.37

Favola per bambini URI

Alice si sente sola
nei suoi stivali di pelle,
nella sua stanza vuota.

Alice sul palco
vestita di raso bianco, 
aspetta in un angolo le luci dei riflettori.
Scende dal tavolo gattoni.

........"Eppure (che strano) mi era parso di vederti
nella platea di occhi puntati sulla scena............
Ma, UDITE UDITE, stasera si recita per gli assenti.

Sai, quando tornerai io sarò già via
senza un'idea,
vendendo roba tua. *

Ha un maglioncino di filo bianco ad una festa 
per cui non ha l'invito
ed attorno terra bruciata 
ed un deserto 
di persone per sentirsi più sola.


......."Così hai fatto una violenza orribile al mio occhio: legando indissolubilmente questa strada ad un giro di tango"......

Imparare a barare e sembrare più vero:
due miserie in un corpo solo. *

Alice con la testa vuota.
Aspetta che gli altri si commuovano, 
per non piangere
...per non piangere da sola.
Si chiede quale sia il suo ruolo
<                    UN FASCIO D'ASPETTATIVE D'ASPETTATIVE                >
<                                      direbbe lo stregatto                                           >
Lei che ha aspettato troppo....|
                                               |....decisaMente <Sed Obstinata Mente Perfer>
                                                                        <Obdura>
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
Solo sangue
Solo sangue *

Con le mani sul volto ed il volto verso l'alto aspetta che cadano le gocce d'acqua dalla doccia
per non piangere da sola:
aspetta che piova.
Ed attorno piccole piatte sagome di cartone:
tante, troppe persone.         
<Sed Omnes Unius Aestimemus Assis>


C'è solo sangue
nelle tue cosce in rovina:
quello che tu non sei.

C'è solo sangue:
solo sangue / e non magia
solo sangue / e non va via. *


                                     

| Mostra / nascondi commenti | 06 Aprile 2007 - 03.04
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un fascio di aspettative di aspettative, direbbe anche corsale :)
commento di Dede del 06/04/2007 alle 17.51

oddio...magari lo stregatto è stato a lezione da lui ;)
commento di robertina del 06/04/2007 alle 18.56

Mammia mia Robertina quanto sei, DIVERSA DALLE ALTRE...riesci sempre a sorprendermi, ma come fai a pensarle certe cose... beata te che sei stata dotata di un così GROSSO cervello.
commento di RayMc del 13/04/2007 alle 09.41

No no non sono stata mica dotata di un cervello grosso...è diventato grosso esercitandolo. Che? Cosa? Non sai come si faccia? Uhh beh...
commento di robertina del 17/04/2007 alle 15.09

Robertina...mi scuso per l'intro-missione, ma la mia era un'affermazione palesemente ironica e schernitiva. Ora ti spiego cosa intendessi davvero dire. Ciò che mi premeva esprimere era che tu NON AVESSI AFFATTO UN GROSSO CERVELLO. Non m'arrabbio del fatto che tu non abbia potuto comprendere in quanto avevo, prim'ancora di scriverti la presente e la posdata, la consapevolezza del tuo NON AVERE UN GROSSO CERVELLO. Il suddetto che, come prevedibile, non ti ha dato modo di comprendere. Che poi io non sappia come far diventare GROSSO UN CERVELLO è probabile, non mi sforzo con futilità nelle cose, faccio solo ciò che mi riesce (tutto). Un giorno molti di voi, come già negli anni trascorsi è avvenuto, saranno costretti a bussare alla mia porta per l'uno o l'altro motivo e io avrò modo di demolirvi dimostrandovi quanto siate insulsi. Ad ogni modo non vorrei che tu potessi prendertela per le affermazioni di uno stolto, idiota, controclassista, mentecatto, testa di cannulucchio come me quindi dirò anche qualcosa che mi avvicini a te, qualcosa che tu possa assorbire. Ecco : Rifacendomi al tuo discorso dell'"esercitarlo" volevo dirti che ANCHE A ROCCO SIFFREDI a furia di esercitarlo è diventato GROSSO. Avevo citato Rocco Siffredi anche in un commento che ho lasciato ad Alex_Vega in Analizzando-me ma lui ha preferito cancellarlo poichè ne era rimasto piuttosto irritato, immagino. Avevo scritto, testuale eh, "L'unico che dovrebbe Anal-izzarti è ROCCO SIFFREDI". Un bacio a tutti, belli e brutti, e ringraziate il dio in cui credete che stamattina sto fatto e che m'è presa a bene che altrimenti era veleno. Un bacio a tutti belli e stracessi.
commento di RayMc del 20/04/2007 alle 10.43

Sei pessimo: hai utilizzato il mio blog x ri-mettere on line il commento che avevi fatto al blog di Alex_Vega, xchè tu vuoi che gli altri leggano a tutti i costi le offese che scrivi, non vuoi essere ignorato, cancellato. Smettila. Qui non sei più il benvenuto.
commento di robertina del 21/04/2007 alle 10.06

Scusa ma scopri l'acqua calda Robertina.. E' più che evidente che io voglia che TUTTI LEGGANO LE OFFESE CHE SCRIVO, se non lo volessi che senso avrebbe lo stesso fatto di scriverle? Mi fa piacere che tu non cancelli i commenti da un lato (perchè vuol dire che hai un carattere relativamente forte e fiero) dall'altro mi spiace (in quanto non comprendo cosa possa farti credere di valere qualcosa e pertanto essere forte e fiera). Poi tutto sommato Robertina il mondo è bello perchè è vario. Se ben ci rifletti macherebbe una "campana" come la mia su questo forum. Siete tutti così attenti a scrivere, rispondere, postare, "riflettere con e sugli altri". Io ho un ruolo differente da quello di chiunque altro qui, ma per esperienza ho imparato che è bene ascoltare tutto (poi magari strafottersene, ma ascoltare egualmente tutto). Non sono più il benvenuto? Prima lo Ero? Non sono più il benvenuto? Non vorrai mica essere ANTIDEMOCRATICA ed eliminare l'unica "CORDA STONATA" del forum?
commento di RayMc del 23/04/2007 alle 16.10

non era x eliminare l'inica corda stonata...ma x dire che quel che vuoi dire ad Alex_Vega devi dirlo a lui, e se vuole cancellarlo...beh xchè mai riscriverlo sul mio blog? Vabbè...il xchè l'ho capito: xchè lui cancella e io no...
commento di robertina del 26/04/2007 alle 19.05

Distanza siderale URI

Ho provato a prendere il muro a testate.
Ne ho tolto un mattoncino alla base, perché i muri sono fatti così,
ma invece di crollare come avevo supposto,
piuttosto,
languido (am)MONI(men)TO
terribilmente eretto,
volle andarsene in malora un pezzo per volta,
con la lentezza e l’indolenza che solo i duri ruderi porosi possono permettersi.
| Mostra / nascondi commenti | 28 Marzo 2007 - 22.50


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