| Forse perché io penso troppo o sogno troppo e non distinguo la realtà dal sogno. La presenza di un’altra persona distrae i miei pensieri perché sogno la sua presenza con una speciale distrazione che… E tu piccolo essere fatto di sogno, dolce e sottile e immemore e muto tu non esisti e mi addolori. Questo giorno agonizza, esattamente come tutti, da bravo giorno qualunque e la notte puntuale proietterà sulle lenzuola leggeri fasci di luce attraverso le fessure delle serrande, gli spiragli delle tende inconsistenti e bianche, i forellini lattiginosi delle zanzariere estive. …perché sogno la sua presenza con una speciale distrazione che tutta la mia attenzione analitica non riesce a definire. Mio padre mi portava a letto latte e cacao e mi diceva “Sogna d’essere una principessa con un cavallo bianco s’un prato verde”. Condannata anche nei sogni alla solitudine che già di giorno aveva fatto male? Condannata ad un prato singolo, ad una piazza sola, senza spazio residuale per persona alcuna oltre me. E mi fecero piccola perché continuassi a star in luoghi stretti comodamente, in spazi angusti interdetti ad altri e m’abituassi esclusivamente alla sostanza di me stessa. Qualcosa dentro di me chiede eternamente pietà e piange. Un dio è morto senza più gli altari del proprio culto. Come quando la comparsa livida dei barbari albeggiò alle frontiere e la vita chiese all’Impero un rendiconto della passata allegria. |
Robertina scrivi ancora...
commento di bet del 16/11/2007 alle 15.31